Una panoramica della puntata
In questa puntata di SportivamentETICA, Francesca Di Giuseppe e Angelo Nicolò affrontano un tema di grande valore civile e umano, prendendo spunto dalla mostra I sommersi e i salvati, allestita presso il Liceo Classico “Gian Battista Vico” di Chieti in occasione della Giornata della Memoria. Attraverso storie, testimonianze e ospiti speciali, la puntata racconta come lo sport abbia rappresentato, anche nei momenti più drammatici della storia, uno strumento di speranza, dignità e salvezza, dimostrando che i suoi valori possono sopravvivere persino all’orrore della guerra e della persecuzione.
La riflessione parte dalla visita alla mostra dedicata agli atleti che hanno vissuto la tragedia della Shoah, un percorso che intreccia cimeli, documenti e vicende spesso poco conosciute. Francesca e Angelo raccontano l’emozione provata nel ripercorrere queste storie e sottolineano come la memoria non debba limitarsi a una ricorrenza, ma diventare un’occasione continua di crescita e consapevolezza, soprattutto per le nuove generazioni.
Ampio spazio viene dedicato ad alcuni straordinari esempi di coraggio e solidarietà. Tra questi emerge la figura di Gino Bartali, che durante la Seconda guerra mondiale utilizzò la propria bicicletta per trasportare documenti falsi destinati a salvare centinaia di persone perseguitate. Accanto alla sua storia vengono ricordate anche quelle di altri sportivi che, grazie alla loro passione e ai valori maturati nello sport, riuscirono a sopravvivere ai campi di concentramento o a ricostruire la propria vita dopo la guerra.
La puntata affronta anche una delle pagine più sorprendenti della storia dello sport: la Lega di calcio di Terezín, organizzata all’interno del ghetto durante la deportazione. In un contesto segnato dalla sofferenza e dalla privazione della libertà, il calcio riuscì a diventare un momento di speranza e di normalità, offrendo ai deportati la possibilità di ritrovare, anche solo per pochi istanti, un senso di umanità e di condivisione.
Non manca una riflessione sul valore educativo della memoria grazie alle testimonianze del professor Francesco Baldassarre e degli studenti del Liceo Classico “Gian Battista Vico”, protagonisti dell’allestimento della mostra. I ragazzi raccontano come questa esperienza abbia permesso loro di conoscere una prospettiva diversa della Shoah, comprendendo quanto le biografie degli sportivi possano trasmettere insegnamenti profondi sul rispetto, sulla responsabilità e sull’importanza di non discriminare mai il prossimo.
A rendere ancora più significativo il dialogo sono le esperienze personali condivise dagli studenti, che parlano del proprio rapporto con lo sport e di come discipline diverse, dall’equitazione al calcio, dal CrossFit al tennis, abbiano contribuito alla loro crescita. Le loro parole confermano che lo sport non è soltanto competizione, ma un luogo in cui imparare il valore della fiducia, della collaborazione e dell’impegno quotidiano.
La puntata si conclude con un messaggio che invita a custodire la memoria attraverso i valori dello sport. Ricordare il passato significa costruire un futuro più consapevole, nel quale rispetto, inclusione e solidarietà possano prevalere su ogni forma di odio e discriminazione. SportivamentETICA continua così il suo viaggio, dimostrando che lo sport può essere uno straordinario strumento di educazione, capace di unire le persone anche nei momenti più difficili della storia.
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